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Controluce: la passione va in scena

A cura di Federica Mungo


È il lontano 2016 quando, tra i banchi di scuola, nasce il progetto teatrale "Controluce" per iniziativa del professore Pasquale di Sabato, docente di latino e greco presso il liceo "Umberto I" di Napoli. Un uomo carismatico, colto, ma soprattutto in grado di empatizzare con gli studenti e incoraggiarli a perseguire le loro passioni.


A distanza di sei anni, quegli studenti hanno raccolto tutti i frutti di quanto coltivato, portando in scena non soltanto uno spettacolo, ma un esempio di determinazione e grande passione. Nonostante la prematura scomparsa della loro guida nel 2019, i ragazzi non si sono lasciati scoraggiare dal dolore della perdita. Anzi, hanno fatto tesoro di quanto imparato e con encomiabile coraggio hanno portato avanti il progetto in autonomia.



Il gruppo ha dovuto fare i conti non soltanto l’organizzazione pratica necessaria per portare in scena uno spettacolo ma anche, e soprattutto, affrontare dubbi e paure: occuparsi della sceneggiatura, dell’affitto delle sale per provare, dell’acquisto dei materiali per la scenografia, della gestione degli impegni e delle prove. "Il tutto, nel contesto della pandemia, non è stato per niente facile" confessa Alfredo Le Boffe, subentrato nel ruolo di sceneggiatore e leader del gruppo dopo la scomparsa del professore di Sabato.


Malgrado le mille difficoltà, il traguardo è stato raggiunto e in quattro date tra dicembre ed aprile il sogno si è avverato, portando in scena al teatro "Il Piccolo" di Napoli "L’ospite inatteso, titolo provvisorio", raccogliendo la piena approvazione di circa seicento spettatori, per lo più giovani.


La trama si incentra sul viaggio interiore dello scrittore napoletano Nico Speranza. Grazie ai personaggi dei suoi libri, "ospiti inattesi" che tormentano i suoi sogni, Nico dovrà rivalutare le sue scelte e imparare ad affrontare la verità. I personaggi, nel prendere vita, danno voce alle angosce dello scrittore e lo accompagnano verso una graduale accettazione delle sue debolezze. Non mancano momenti di ilarità, che fanno brillare il talento dei ragazzi, in grado di portare in scena momenti di tensione ma anche di piacevole leggerezza. Uno spettacolo dal contenuto originale, che riesce al tempo stesso a divertire e a toccare le corde dell'animo, nonché a fornire spunti di riflessione.


In questo contesto, quello che colpisce nel segno sono proprio loro, i ragazzi. Ciascuno di loro porta sul palco una luce abbagliante, quella della passione.


“...recitare per me è un bellissimo modo per allontanarsi dalle ansie quotidiane, è nelle passioni che riusciamo a dimenticarci di tutto...”, dice Francesco Grisolia, uno dei protagonisti dello spettacolo che coltiva l’amore per il teatro sin dalle scuole medie. E ancora Felice Delfino, new entry del progetto "Controluce", descrive la recitazione come “...un'esperienza che permette di mettersi alla prova e conoscere se stessi grazie all’interpretazione dei personaggi...”.


Persone comuni, studenti universitari e non, ciascuno con la propria storia e le proprie emozioni, ma tutti mossi da un’esigenza impellente: dare voce al proprio amore per il teatro. Una voce che arriva forte e chiara soprattutto tra i giovani, numerosissimi in sala. Assistere al loro spettacolo emoziona, non soltanto per il talento innato della comitiva, ma soprattutto perché ci ricorda che le passioni vanno coltivate. Gli allievi sono diventati maestri, anche e specialmente per chi di anni ne ha più di loro, e ci ricordano che la vita non è fatta solo di studio, lavoro, doveri, epidemie e guerre, ma anzitutto di emozioni, umanità e passioni.


In una realtà dove la morte fisica e spirituale sono sempre più ingombranti, "Controluce" è un meraviglioso esempio di vita, una luce che rischiara l’orizzonte e restituisce bellezza.


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