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Bucha: l'orrore della guerra


Buča è una città dell'Ucraina settentrionale sita nell'oblast' di Kiev e capoluogo dell'omonimo distretto. Cittadina sicuramente poco conosciuta nei tempi precedenti al conflitto scoppiato tra Russia e Ucraina. Negli ultimi giorni abbiamo sentito parlare di Bucha nel modo peggiore che possa esserci : esecuzioni illegali, uccisioni di civili, torture, stupri e fosse comuni, sono questi i “crimini di guerra” finora venuti alla luce nella missione di monitoraggio delle Nazioni Unite in Ucraina. Analizziamo ciò che finora abbiamo letto e ascoltato nei telegiornali alla luce delle parole del procuratore capo Karim Khan della Corte penale internazionale dell’Aja : “L’Ucraina è una scena del crimine. Dobbiamo dissolvere la nebbia della guerra per arrivare alla verità”.

L'INDAGINE IN UCRAINA

Il procuratore della Corte ha annunciato di aver aperto un’indagine a seguito del via libera dai 39 stati della CPI su tutti gli atti commessi in Ucraina dal 21 novembre 2013, la raccolta delle prove è ovviamente già iniziata. Secondo Karim vi è una “base ragionevole” per avviare le indagini, base già esistente nel dicembre 2020 quando Bensouda nel chiudere la preliminary examination aveva sostenuto ci fossero sia crimini di guerra che crimini contro l’umanità. Karim ha deciso di utilizzare i risultati ottenuti nel precedente esame con l’obiettivo primario di aprire l’iter per una vera e propria inchiesta che abbia al centro i nuovi reati, eventualmente commessi dal 24 febbraio da parte di qualsiasi forza in conflitto e su qualsiasi parte del territorio ucraino.


COSA SI INTENDE PER CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ?

L’espressione crimine contro l’umanità fu utilizzata per la prima volta con un significato giuridico nel 1915, quando Francia, Regno Unito e Russia condannarono la Turchia per quello viene ricordato come genocidio armeno. La seconda guerra mondiale ha confermato l’esistenza di quei crimini con il genocidio e la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento. I crimini contro l’umanità sono dunque quei crimini le cui azioni criminali riguardano violenze e abusi contro popoli o parte di popoli, che possano essere percepite come se venissero commesse contro l’intera umanità. Possono essere considerati crimini contro l’umanità: la tortura, il genocidio, la deportazione, la sparizione forzata, lo schiavismo. Si è comunque soliti distinguere tra crimini di guerra e crimini contro l’umanità: lo stesso Tribunale di Norimberga, nel 1945, contestò ai criminali nazisti il crimine contro l’umanità, distinguendolo dal crimine di guerra. Può essere considerato crimine di guerra l’attacco ad un popolo che ha alzato bandiera bianca e ciò comporta, ovviamente, una violazione del cessate il fuoco; il maltrattamento dei prigionieri di guerra che viene considerato come una violazione dei diritti umanitari; utilizzare armi non convenzionali; distruggere palazzi con all’interno civili.


DI COSA SI OCCUPA IL TRIBUNALE INTERNAZIONALE DELL'AJA?

Delle funzioni della corte internazionale penale se ne occupa lo Statuto di Roma (1988) che prevede che quest’ultima si occupi di dirimere le dispute fra Stati membri delle Nazioni Unite che hanno accettato la sua giurisdizione. Essa esercita una funzione giurisdizionale riguardo all'applicazione e l'interpretazione del diritto internazionale. Nell'esercizio di tale funzione, la Corte opera in maniera arbitrale, e solo se gli Stati parti di una controversia internazionale abbiano riconosciuto la sua giurisdizione. La giurisdizione può essere riconosciuta preventivamente attraverso: l'approvazione dell'articolo 36.4 dello Statuto della Corte, attraverso una clausola compromissoria completa inserita in un accordo o attraverso un trattato compromissorio completo. La giurisdizione può altresì essere riconosciuta posteriormente e rispetto ad un caso concreto, anche da parte di Stati che non hanno aderito alla Corte. Come per qualsiasi giurisdizione "classica" del diritto internazionale, anche in questo caso, è necessario il consenso dello Stato. Né la Russia né l’Ucraina fanno parte della Cpi ma , dall’invasione russa della Crimea, l’Ucraina ha accettato la giurisdizione della Corte per i crimini commessi sul suo territorio.



Le immagini che provengono da Bucha non lasciano alcun dubbio sugli orrori commessi dai russi sui civili, decine e decine di testimonianze su esecuzioni sommarie, omicidi e cadaveri di civili lasciati nelle strade o sepolti in fosse comuni, hanno confermato ciò che la Russia continua a negare o addirittura a considerare come una “folle messa in scena” del popolo ucraino. Immagini satellitari della cittadina ucraina di Bucha mostrano una trincea di circa una quindicina di metri, scavata nel terreno di una chiesa, che indicherebbe la presenza di una fossa comune per i cadaveri dei civili uccisi. Dopo il ritiro delle truppe russe dalla città di Bucha, le denunce dell’esercito ucraino sono confermate dalle testimonianze dei civili e dai giornalisti internazionali che lavorano per alcune delle più importanti testate e sono presenti sul posto.Fonti dei media ucraini hanno diffuso anche informazioni circa l’identità del presunto comandante delle truppe russe responsabili a Bucha. Secondo gli attivisti di InformNapalm l’unità militare 51460, 64a brigata di artiglieria motorizzata, sarebbe stata comandata dal Tenente Colonnello Omurbekov Asanbekovich. La testimonianza rilasciata al giornale “Repubblica” racconta di Vladislav Kozlovskiy che è rimasto prigioniero di un rifugio antimissili per circa un mese. Racconta di bambini e donne uccisi a sangue freddo e di uomini uccisi da un colpo alla nuca. Ogni giorno c’era da seppellire qualcuno. Venivamo fatti uscire a lavorare. La maggior parte dei civili uccisi aveva le faccia tagliata e altre ferite sul corpo. Sulla ventina di cadaveri sulla via Kirova racconta che questi sono stati lasciati lì perché nessuno ha avuto il coraggio di andare a prenderli perché ammazzati con la mitragliata finale dei russi. Altri testimoni raccontano di case vandalizzate, di perquisizioni alla ricerca di soldi, gioielli, cibo, altri soldati hanno ucciso gli abitanti di una casa buttando i cadaveri giù dai letti per poi mettersi a dormire lì.


I cittadini di Bucha non sono certo le prime vittime di questa guerra ingiusta e dilaniante, né saranno gli ultimi. Parlare di ciò che sta accadendo alle porte dell'Europa, per quanto sia straziante farlo, è fondamentale per comprendere a fondo la gravità di quella che adesso rappresenta la "quotidianità" del popolo ucraino.


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