Lahore, campanello d'allarme del pianeta
- Noè Cacciapuoti
- 9 apr 2022
- Tempo di lettura: 3 min
A cura di Pierpaolo Cacciapuoti e Lorenzo Passariello

Situata nell’alta valle dell’Indo in prossimità del confine con l’India, Lahore è la seconda città più grande del Pakistan (dopo Karachi) oltre ad essere, con i suoi 14.000.000 di abitanti, tra le prime metropoli al mondo. Sorta, secondo le fonti, nel 713 d.C., la città era inizialmente parte dell’impero Moghul, per poi diventare parte di quello Sikh e poi passare successivamente sotto il dominio britannico nel XIX secolo, ottenendo l’indipendenza nel 1947. Il moderno stato del Pakistan, tra l’altro, venne istituito il 14 agosto dello stesso anno.
Ciò che contraddistingue questo luogo, nonostante il ricco patrimonio culturale, riguarda purtroppo tutt’altro aspetto: Lahore infatti rientra tra le città più inquinate al mondo, vessando in una situazione di estremo degrado e costringendo i propri cittadini ad una condizione di vita ai limiti della sopravvivenza.
Visitando la metropoli, in effetti, salta subito all’occhio l’aspetto caotico e sporco della stessa, sommersa in ogni angolo da immondizia nella quale le persone camminano ed i bambini giocano con un'inquietante naturalezza. Una vera e propria discarica a cielo aperto, che presenta addirittura fognature scoperte e dunque a stretto contatto con gli abitanti di Lahore e con la sua fauna.
La qualità della vita è una delle più basse del mondo: l’inquinamento dell’aria è tale che, in una sola giornata, un abitante inala in media un quantitativo di sostanze nocive equivalente a quello di 15 sigarette. In effetti, l’elenco delle malattie dovute all’inquinamento è vastissimo: malattie cardiache, asma, bronchiti, infezioni agli occhi, cancro ai polmoni, disturbi respiratori e soprattutto malattie genetiche che, in quanto tali, possono tramandarsi ed avere ripercussioni sulle generazioni future. La polvere nociva sospesa nell’aria si sedimenta costantemente su qualsiasi luogo esterno e, nel corso di un anno, porta via almeno 100.000 vite. Dunque non è difficile intuire i motivi per cui l’aspettativa di vita del territorio è diminuita di 5 anni durante il 2021, anche a causa della pandemia da Covid-19 che, in una delle città a maggior densità abitativa del pianeta, ha amplificato i disagi. Diversi animali portatori di virus sono a contatto diretto con gli abitanti, senza tener conto del bestiame d’allevamento, che dovrebbe costituire nutrimento per l’intera popolazione e finisce per “pascolare” nelle discariche a cielo aperto della città, abbeverandosi nelle fognature.
Oltre alle polveri nocive ed alle malattie, rappresenta una problematica evidente anche lo smog causato dalle fabbriche di un tale paese in via di sviluppo, supportato dall’eccessivo quantitativo di diesel e benzina immesso nell’atmosfera dalle autovetture che circolano nella zona: questo provoca una vera e propria nube di gas che sovrasta la città, talvolta inglobandola completamente. Sono infatti famose le fotografie che ritraggono Lahore dall’alto, inghiottita da una morsa di fumo. La foschia provocata da tale fenomeno tende ad intensificarsi nei mesi invernali, provocando, oltre alle malattie, anche un’innumerevole sequenza di incidenti causati dalla poca visibilità.
È davvero demoralizzante pensare alle condizioni cui sono costretti a vivere gli abitanti, specie considerando il potenziale di Lahore, una città sede dell’industria cinematografica pakistana Lollywood, nonché di 28 differenti università e ricca di patrimoni culturali come la Moschea Imperiale, il Mausoleo di Muhammad Iqbal ed il famoso Forte di Lahore. Diversi provvedimenti sono stati presi dal governo pakistano, che sta cercando di limitare i danni: l’autorità provinciale per la gestione dei disastri ha infatti sigillato 1718 centri di produzione di mattoni e 2658 fabbriche obsolete, confiscato 11782 veicoli e arrestato ben 544 persone per danni ambientali.
La situazione appena descritta dovrebbe essere una fonte di riflessione per comprendere che la situazione è ben più grave di quel che sembra, in quanto Lahore potrebbe non essere più “un’eccezione”, ma diventare la regola di una società che mette sempre più in secondo piano la tutela ambientale, nonostante essa abbia chiaramente conseguenze dirette e gravose sulla popolazione tutta. Tale situazione è sicuramente a conoscenza di molti, ma è importante continuare a parlarne sperando che ciò che è attualmente considerato come “l’inferno sulla terra” possa far aprire gli occhi.
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